Stati Generali della Green Economy: Confagricoltura e Cia. “L’agricoltura è protagonista dello svilu

“Gli Stati Generali sono un appuntamento fondamentale perché, per la prima volta dopo il summit di Rio+20, istituzioni e principali stakeholder del sistema economico, si riuniscono per definire assieme cosa fare per rilanciare davvero la green economy”. Lo ha detto Mario Guidi, presidente di Confagricoltura - nel suo intervento agli ‘Stati Generali della Green Economy’ a Rimini, nell’ambito della fiera “Key Energy - Ecomondo” - a nome della sua Organizzazione e della Cia.
 
Ad avviso di Confagricoltura e Cia, “l’agricoltura è indiscussa protagonista della green economy; parliamo di sostenibilità dei processi produttivi che deve tener conto della salvaguardia delle risorse naturali ma anche dell’economia e del mercato. E’ green la bioeconomia che, oltre alla crescita ed all’occupazione, guarda alla sostenibilità degli ecosistemi”.
 
“E’ green economy – ha proseguito Guidi - produrre cibo per sempre più persone (le proiezioni stimano 9 miliardi di persone entro il 2050) e sempre più sicuro (i principi di food security e food safety) in maniera sostenibile. E la nostra agricoltura lo fa”.

A parere di Confagricoltura e Cia la “crescita verde” del settore agricolo si regge su tre strumenti: investimenti in ricerca ed innovazione (è stato calcolato che ogni euro investito in ricerca per la bioeconomia genererà 10 euro di valore aggiunto entro il 2025, con un “ritorno” pari a dieci volte l’investito); sviluppo dei mercati e della competitività (le imprese, protagoniste della crescita verde debbono essere in grado di essere competitive); integrazione delle politiche (la Pac è da tempo centrata sui principi di sostenibilità e di attenzione alle risorse naturali ed alle esigenze del consumatore e dell’opinione pubblica).
 
Per le due Organizzazioni l’importanza per gli ecosistemi delle attività agricole va comunque sposata con scelte che evitino logiche eccessivamente protettive e prescrittive. “Dobbiamo bilanciare – ha commentato Guidi - prescrizioni e divieti, al fine di evitare carichi insostenibili per le imprese”.
 
Va fissata una logica degli incentivi che non si deve sostituire a quella di mercato ma piuttosto orientare al consumo sostenibile.  Ed occorre approfondire maggiormente il rapporto tra produzione di energia rinnovabile ed efficienza energetica per favorire una loro strategica integrazione. “Riveste sempre più importanza l'individuazione di forme di investimento dirette a diminuire i costi energetici delle aziende – ha concluso  Guidi -. Un obiettivo strategico per il settore agricolo dal momento che, per la maggior parte delle lavorazioni, si utilizza il gasolio, come carburante o combustibile”.
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